Friday, 8 January 2010

Trans che? (+ bonus: il uelfer steit!)


Allora, mi alzo alle 9, come tutte le mattine da quando sono a casa e ho iniziato a cercarmi un altro lavoro (non ditelo a Bossi che mi alzo alle 9, se no mi tolgono la cittadinanza lombarda), e inizio a controllare la mia casella e-mail, esaminare le varie offerte di lavoro sui siti specializzati, e nel caso spedire CV, lettere d'accompagnamento etc etc.

A proposito, piccola digressione: visto che si parla tanto di uelfer steit, sara' mia cura nelle prossime settimane farvi sapere come funziona quello inglese, visto che ho deciso di fare domanda per il sussidio di disoccupazione e chiedere anche i "benefit" sull'affitto.

La liquidazione che mi e' stata fornita dalla ditta e' piu' che sufficiente a tirare avanti per un ragionevole periodo di tempo senza stringere particolarmente la cinghia, ma, come mi hanno fatto giustamente notare i miei amici inglesi, non c'e' nulla di cui vergognarsi a fare domanda per il sussidio perche':

A) Questo e' il motivo per cui pago le tasse e la quota di tasse sul National Insurance Number, paragonabile, come dice il sito dell'ambasciata italiana: "grosso modo al nostro codice fiscale", e aggiungo io, simile al Social Security Number americano, anche se gli inglesi a differenza degli USA possiedono ammortizzatori sociali e un vero Welfare.

B) Come dice il mio amico e bassista Ben (persona fantastica), «Chi ha combinato tutto sto casino Yoss? Those evil fuckers in the City and Gordon Brown» (Ben e' laburista purtroppo). Fra l'altro, io e Ben siamo d'accordo anche su un'altra cosa: visto e considerato che Mr Darling ( Cancelliere dello Scacchiere, ergo Ministro delle Finanze) e Mr Brown hanno salvato le chiappe alle banche e gli stipendi d'oro di quella manica di camorristi della City con i nostri quattrini, e che con questi, sti mafiosi ci si pagano anche i bonus, mi pare cosa buona e giusta che un "bonus" minimo allo stato lo chieda anch'io che ho sempre pagato le tasse, ho lavorato come un mulo, e non ho mai fatto nulla per mandare in vacca l'economia.
Senza contare che si tratta sempre dei miei quattrini.

C) Siccome non e' mia intenzione campare di sussidio, e che anche se me lo potessi permettere, dopo un mese che non faccio una cippa di minchia devo assolutamente trovare qualcosa da fare, o mi vengono i rash cutanei e la dissenteria, quello che mi passano puo' giustamente aiutarmi con le spese, mentre trovo un nuovo impiego.

Tutto cio', ovviamente, e' nel DNA lumbard: le mie cellule lavorano e si riproducono a una velocita' tripla della vostra.

Il lumbard lavora sempre: quando dorme, quando scopa, quando e' in vacanza.

Lasciate una colonia di lumbard su Marte e cosa troverete al vostro ritorno? Un giardino fiorito?

Assolutamente no. Sara' sempre il solito cesso desertico e inospitale, ma senza disoccupati.

Comunque, prendetela come un'inchiesta giornalistica dove in maniera obiettiva e imparziale vi riferiro' di quel che funziona, e quel invece che mi lascia perplesso del uelfer steit britannico, possibilmente senza le soliti puerili lagne sull'anglofobia e l'anglofilia, please.

Do you possess what is usually called "Critical Thinking Skills"?

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Come vi stavo dicendo prima del delirio, sono li' che pesto sulla tastiera con i miei ditini grassi e anarco-qualunquisti, quando l'occhietto vispo, grasso, populista e demagogo, capitombola su questa offerta di lavoro:

Una azienda, suppongo del mondo dei media o del marketing, che cerca un "Trans-creation Manager".

Ora, immagino che anche voi come il sottoscritto vi siate chiesti, e scusate il linguaggio poco urbano, cosa cazzo sia un "Trans-creation Manager".

Una drag queen specializzata in PowerPoint Presentation?

Un mix fra Priscilla la Regina del Deserto, Gordon Gekko e Oliviero Toscani?

Cosi', mi avventuro nella descrizione del lavoro, sperando di ricevere qualche lume, e leggo:

«To manage the production of culturally adapted marketing communications for major global brands»

Ahhhhhh, ora ho capito. E' come quella mia collega che aveva un master in "Antropologia Digitale" (tutto vero, tutto vero purtroppo).

Si tratta in sostanza, di quei professionisti del marketing e della comunicazione che vengono pagati una barbarita' per avere idee brillanti quali mettere le "istruzioni per l'uso" sui pacchi di carta igienica.

Tuesday, 5 January 2010

What was wrong with aperitivo?


Gia', me lo sono sempre chiesto anch'io, e non solo il giornalista del Times che in questo articolo ha scoperto "L'happy-hour" all'italiana e ne canta le lodi alla middle class britannica.


Eh si', l'inviato del quotidiano inglese ha perfettamente ragione, specie quando illustra le sostanziali differenze fra i due popoli nell'innalzare le transaminasi oltre il livello di guardia.

Posto che in entrambi i casi il vero obbiettivo di un giro serio di aperitivi italiani o happy-hour britannnici e' quello di finire a pelle di leone (parlo di aperitivi veri, non di quelli fighetti. Con un solo Negroni, o bicchiere di vino, scusate ma mi ci faccio il bide'), le modalita' d'uso cambiano a seconda del passaporto degli utenti.

In breve: noi si arriva al bar alle 18 circa, fra un bicchiere e l'altro si pesca a piene mani in capienti vassoi colmi di delizie gastronomiche, e ci si leva elegantamente dalle balle ed ebbri come cefali, intorno alle 21 ( il mio record personale sono le 23.00, cantando a squarciagola "La Cucaracha").

Gli inglesi arrivano al pub alla stessa ora, non mangiano, ingollano di tutto, dall'antigelo al Macallan 36 (senza nemmeno il canonico bicchier d'acqua. Ho visto gente mettere il ghiaccio nel torbato delle Islay scozzesi. ERESIA! CORDA E SAPONE! BARBARI!) e alle 19,30, o li portano a casa privi di sensi, o finiscono a vomitare in un kebab shop.

E parlo della middle class. Non siete mai stati nei pub della City di Londra il venerdi' sera? Io si', e ci ho lavorato tre anni.

E non spazzolatemeli con "anglofobia o anglofilia": dicesi realta', e se avete letto l'articolo, ne parla anche il giornalista del Times.

Insomma, all'inviato britannico la nostra maniera di "pettinarsi il fegato", condita da ottima gastronomia, chiacchere (perche' a differenza degli inglesi, a stomaco pieno puoi bere e fare ancora discorsi coerenti) e prezzi competitivi e' piaciuta a tal punto, che ne parla come di una magnifica scoperta da raccomandare caldamente ai compatrioti.

E in tutta questa esaltazione della gioia di vivere e della convivialita' latina, il giornalista punta il dito con manifesto stupore e scetticismo, contro una sola cosa:

«What was wrong with "aperitivo"?» si chiede il Nostro a proposito della sostituzione del tradizionale sostantivo italiano con quello albionico "happy-hour".

Caro Robert Ryan, le consiglio di girare la domanda a tutti quelli che "performano" o sono "performanti".

Due noterelle finali.

Se il modo britannico di concedersi l'aperitivo mi fa venire l'orchite, devo ammettere che per quanto riguarda il dopo cena, preferisco di gran lunga l'atmosfera del pub inglese, a quella del classico bar italiano.

Questione di gusti... no anzi, perche' devo giustificarmi? E' ridicolo e puerile.

In secundis, mi fa piacere che si celebri la vita notturna della mia "citta' adottiva", ossia Milan l'e' un gran Milan, dal momento che come tutti i pavesi vivo questo rapporto di amore e odio con la grande metropoli europea che sta a un tiro di schioppo dalla mia, e la cui presenza incombente, i pavesi, cercano di sopportare dai tempi del Barbarossa.

A dire il vero Pavia, fu, insieme a Cremona, l'unico comune lombardo a schierarsi contro la Lega Lombarda. E i milanesi si vendicarono radendola al suolo.

Oggi che per fortuna certi odi campanilistici e sciocchi sono stati dimenticati, noi con la citta' meneghina intratteniamo amichevoli rapporti umani e commerciali, vendendo ai milanesi che sciamano sulle colline dell'Oltrepo' Pavese ogni domenica, intere taniche di benzina agricola fatta passare per Bonarda, Buttafuoco e Sangue di Giuda.

Per chi non lo sapesse, i nostri spettacolari vini rossi.

E a peso d'oro.

Sunday, 3 January 2010

Sana e robusta Costituzione


Ora: davanti alla proposta del ministro della
Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, di modificare l'articolo 1 della Costituzione ("L'Italia e' una repubblica democratica fondata sul lavoro"), c'erano essenzialmente due possibili reazioni e risposte a disposizione della minoranza parlamentare e dei supporter della stessa sulla blogosfera.

A) Reazione e risposta di una opposizione di sinistra normale, e di una blogosfera di sinistra normale:

«A Brune', facce ride»: ovverossia, sentiamo cos'hai da dire , e se, com'e' molto probabile data la caratura del personaggio, ci fai venire l'orchite, ti lasciamo parlare a vanvera mentre noi andiamo a farci una bella mangiata da "Tonino u puorco".


B) Reazione e risposta dell'opposizione di sinistra italiana, e dei suoi supporter della blogosfera:

NO PASARAN! FASCISMO! NAZISMO! DEMOCRAZIA IN PERICOLO! L'INVASIONE DEGLI ULTRACORPI!

Ovverossia, e come sempre, reazione detta anche della "Liberta' che guida il popolo", dall'omonimo e celeberrimo quadro del pittore francese Eugene Delacroix, e perfettamente in sintonia con le pippe anarco-barricadere della sinistra del Belpaese.

Certo, non necessariamente strillata, e a volte (rare), caratterizzata da uno spiccato senso dell'umorismo, ma il cui tono dominante e di fondo rimane inalterato e significa: "La Destra vuole distruggere le fondamenta dello stato democratico. La Costituzione non si tocca!".

Tutto cio', chiaramente visibile nei commenti dei vari blog di sinistra , mi lascia estremamente perplesso per due motivi, e mi convince della bonta' dell'iniziativa del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che mira a reintrodurre le lezioni di Educazione Civica nelle scuole italiane.

(«Yossarian e' fascista, e' un servo di Abberlusconi! Sostiene la Gelmini! Orrore, nazismo, l'invasione degli ultracorpi!» etc etc).

Fra l'altro, vi faccio cortesemente notare che nessuno sa cosa, o come, Brunetta voglia cambiare dell'Articolo 1, perche' lui non lo ha detto. Ha solo espresso una opinione personale, e di carattere generale.

Ma la CGIL sostiene che si tratta di "demagogia reazionaria".

Cosa esattamente? Mi piacerebbe esserne edotto, magari per condividere l'opinione della CGIL (o magari no), ma purtroppo, questo, Brunetta non lo ha specificato.

Comunque, andiamo con ordine e cominciamo dall'Educazione Civica.

Dall'indignazione e dai commenti sui blog di sinistra, si evince chiaramente la convinzione da parte di costoro, secondo la quale qualsiasi lacche' appartenente all'esecutivo del Principe delle Tenebre brianzolo, e' in grado di cambiare la Costituzione "ad cazzum" solo perche' si e' svegliato di pessimo umore e con l'alito cattivo.

Questa e' una colossale sciocchezza, e mi fa sorgere seri dubbi su quella preparazione culturale e democratica costantemente sbandierata dagli "Opliti del Bene" come elemento distintivo dalla massa bruta, televelinica e talpina della plebe appartenente alla destra.
Brunetta non puo' infatti cambiare la Costituzione come un paio di calzini, e il perche' lo riporto da Wikipedia a proposito dell'articolo 138 della Costituzione, circa l'adozione delle leggi di revisione della stessa:

«...sono necessarie due deliberazioni di entrambe le camere ad un intervallo non minore di tre mesi ed a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna di queste nella seconda votazione. Le modifiche al testo della costituzione non devono comunque compromettere lo spirito repubblicano e gli ideali sui quali essa si fonda. La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.(art. 139).
La dottrina prevalente ritiene che i principi fondamentali (art. dall'1 al 12) siano una base irrinunciabile per lo spirito repubblicano su cui la Costituzione si fonda. Per questo motivo non possono essere modificati»

Ergo, Brunetta puo' dire cio' che vuole - e lo fa con una frequenza preoccupante per un uomo che occupa la sua posizione - ma l'articolo 1 non si cambia, e lo ha ribadito perfino il ministro della Semplificazione: il leghista Roberto Calderoli, che, mentre semplificava una lungo discorso da tenere ai rappresentanti della Confindustria indiana in visita in Italia con un semplice «vada via al cü, brut terun», ha trovato il tempo di spiegare che «L'articolo 1 fa parte della nostra storia e penso che se si vogliono fare le riforme adesso bisogna limitarsi a cambiare la seconda parte della Costituzione».

La seconda perplessita', di carattere etico-politico-filosofico, riguarda in generale l'atteggiamento di molti militanti della sinistra secondo cui la Costituzione della Repubblica Italiana e' una sorta di Bibbia, Mahabharata, Corano, o Libro Tibetano dei Morti.

Una sorta di Verbo scolpito nella pietra, come le tavole della legge di Mose', assolutamente impervio a ogni pur minimo cambiamento, pena la condanna per eresia.

(«Yossarian e' fascista, e' un servo di Abberlusconi! Vuole cambiare la Costituzione! Orrore, nazismo, l'invasione degli ultracorpi!» etc etc).

E questo, a mio avviso, e' un atteggiamento antitetico alla concezione progressista secondo la quale il "corpus iuris" civile, penale, amministrativo e costituente di uno stato laico, moderno e democratico, ha bisogno di essere costantemente aggiornato e revisionato per continuare a garantire ai cittadini di uno stato moderno, laico e democratico, l'equita' e l'imparzialita' delle leggi che lo governano, di fronte agli inevitabili mutamenti sociali ed economici imposti dalla Storia.

Altrimenti, tanto valeva tenersi il Codice di Hammurabi.

Senza contare che la Costituzione e' stata modificata diverse volte nella sua storia sessantennale, come nel caso della Legge costituzionale n. 3 del 27 dicembre 1963, che fra le altre cose istituiva la Regione Molise.

Un provvedimento davvero inspiegabile, poiche' come tutti sappiamo, il Molise non esiste, ma quella fu la volonta' dei legislatori che rappresentano il popolo sovrano, e chi sono io per oppormi alla volonta' popolare ?

Infine, una divagazione squisitamente etico-filosofica:

ponendo che fosse possibile cambiare l'Articolo 1, ovviamente dopo una attenta valutazione da parte dei legislatori, e presumendo che la proposta non reciti: «L'Italia e' una Repubblica delle Banane fondata sulle televisioni allucinanti di un priapico imprenditore populista brianzolo, nonche' sulla dittatura della magistratura e le rivelazioni scandalistiche manovrate da un'opposizione farsesca», perche' non si puo' quantomeno, discuterne?

Non sto affatto sminuendo o sottovalutando la grande carica simbolica e identitaria dell'Articolo 1.

Personalmente mi va bene cosi', e penso riassuma in maniera efficace e chiara i pilastri etici e politici su cui poggia l'identita' della mia nazione, cosi' come li hanno voluti i Padri dell'Assemblea Costituente.

Un paese democratico in cui la dignita' dell'individuo e del popolo sovrano, e' anche garantita dal diritto al lavoro.

Ma oggettivamente, sarei molto, ma molto piu' preoccupato se Brunetta avesse proposto di cambiare l'Articolo 13 della Costituzione, che in sostanza garantisce la liberta' personale e il diritto di non essere arrestati e trattenuti senza un valido motivo.
Se mi sbattono in galera arbitrariamente, mi appellero' all'Articolo 13 della Costituzione, e non al fatto che "L''Italia e' una repubblica democratica fondata sul lavoro".

Arresti arbitrari che invece non credo dispiacerebbero a Di Pietro, e a tutti coloro che stanno trasformando la magistratura in quello che le Forze Armate sono sempre state storicamente per le destre: "I custodi delle virtu' civiche della Nazione".

Capisco, e posso in teoria condividere le remore sui cambiamenti all'Articolo 1, ma da un punto di vista puramente pragmatico non vedo il motivo di tanto scandalo e di urlare, gonfiandosi di parossistica indignazione, «Orrore, nazismo, l'invasione degli ultracorpi!»

In sostanza, e scusate se la faccio di grana un po' grossa, ma a fare una semplice enunciazione di bei principi su una carta costituzionale son buoni tutti.

Quel che conta e' invece la solidita' del supporto etico-legislativo di una costituzione, e come questo viene applicato, e non il suo "slogan" riassuntivo.

La storia del 900 e' piena di "Repubbliche Democratiche" con meravigliosi "principi fondanti", specializzate in repressioni e massacri: quella della Germania Est, quella etiopica di Mengistu e quella del Congo, tanto per citarne alcune.

Anche i Khmer Rossi definivano il loro stato: "Kampuchea Democratica".

E la parola "lavoro", intesa come diritto inalienabile, guarda caso, salta sempre fuori in ognuna delle "costituzioni" di queste "Repubbliche Democratiche".

Perfino Peppe Baffone, in arte Giuseppe Stalin, nella Seconda Costituzione Sovietica del 1936 affermava: «l'URSS è una libera unione di nazioni aventi eguali diritti».

Bello, bellissimo, che magnifica enunciazione di nobili principi da lasciare cosi' come sono.

Rimpiango amaramente di non essere vissuto nell'URSS del 1936.


PS Le dichiarazioni di Calderoli e della CGIL, le trovate sul Corriere on line di ieri.


«Orrore! Nazismo! Brunetta....»

Wednesday, 30 December 2009

Mutande pazze


Ora, la domanda sorge spontanea.

C'era veramente bisogno di invadere e devastare l' Iraq con una panoplia di divisioni corazzate, fanteria, marines, aviazione, missili guidati, elicotteri e cannoniere volanti, per impedire ad Al Qaeda di far saltare in aria aerei di linea tramite scuregge esplosive?

Non e' che d'ora in poi quando entro in un Emporio Armani mi chiederanno la fedina penale e i documenti per acquistare un paio di slip o boxer?

Cosa ne sara' dell'indotto della moda italiano quando nei manuali di antiterrorismo alla voce: "Attentati ad arei di linea" troveremo: "Vedi esplosivo al plastico, vedi Semtex, vedi C4, vedi Dolce & Gabbana"?

E' scoccata l'ora della "Jihad flatulente".

Buon 2010 a tutti.

Mi raccomando con l'hangover...


PS odio i boxer, i "pendagli da forca" mi vagano senza meta per tutta l'area inguinale.


Cliccate su questo LINK se non sapete di cosa sto parlando o votate PD.

Monday, 28 December 2009

A volte non resta che ridere...


Mentre le transaminasi tornano lentamente a livelli accettabili, il sottoscritto cazzeggia, ricerca, scrive, e spedisce alacremente curricula a destra et manca.

E a proposito di ricerche, non resisto dal propinarvi un paio di aneddoti bellici ambientati rispettivamente nella Prima e Seconda Guerra Mondiale.

Sono due storie assolutamente incredibili che ci ricordano che al di la' delle grandi decisioni prese da un pugno di "Signori della Guerra" negli stati maggiori dello Stavka (Stavka Glavnovo Komandovania), OKW (Oberkommando der Wermacht), SHAEF (Supreme Headquarters Allied Expeditionary Forces), Comando Supremo del Regio Esercito e dell'Esercito Imperiale Giapponese (Dai-Nippon Teikoku Rikugun), le due guerre furono combattute e subite da milioni di soldati in uniforme, ai quali vanno aggiunti altri milioni di uomini e donne in abiti civili.

E se sui milioni di vicende personali, drammatiche e tragiche, vissute dai popoli europei nella prima meta' del XXsimo secolo vi e' ben poco da scherzare, vi sono tuttavia episodi in cui quella peculiare caratteristica che eleva l'uomo a livelli quasi divini, e lo distingue dagli appartenenti del regno animale, ossia il senso dell'umorismo, riesce a mantenere una parvenza di umanita' anche quando il mondo intorno sembra cadere a pezzi.

Non si puo' e non si deve ridere della malvagita' e del dolore, ma e' possibile ridere della stupidita' di chi li genera, o dell'assurdita' delle guerre.

Altrimenti correte anche voi a cercare il secondo libro della Poetica di Aristole per bruciarlo, come il monaco assassino Jorge nel "Nome della Rosa"...

Quanto al materiale, porgo un doveroso ringraziamento indiretto allo storico militare britannico Max Hastings, all'Imperial War Museum di Londra e ad altre fonti internettiane sul Primo Conflitto Mondiale.

Fronte Occidentale, Passchendaele, 1917.

Ovviamente pioveva...

Nel mezzo di quella che fu una delle piu' inutili, sanguinose e catastrofiche offensive britanniche della Prima Guerra Mondiale, un tenente della Terza Divisione di Fanteria canadese si ritrovo' isolato dal suo plotone nella terra di nessuno, proprio mentre i cannoni tedeschi scatenavano un furioso fuoco di sbarramento.

L'ufficiale, terrorizzato, si appiatti' al suolo e comincio' a strisciare nel fango verso una buca a pochi metri di distanza, quando una granata d'artiglieria pesante atterro' a pochi metri da lui.

La forza dell'esplosione, che sollevo' un immane geyser di terriccio fangoso, lo scaglio' in aria come un sacco di stracci, e dopo un volo di parecchie decine di metri, lo depose rudemente all'interno di uno dei tanti crateri d'artiglieria di cui il terreno era costellato.

Quando riapri' gli occhi e comincio' a riaversi dallo shock, il giovane ufficiale fece quello che avremmo fatto voi ed io: si tasto' freneticamente braccia e gambe per assicurarsi di essere ancora tutto intero.

Ora, mettiamola cosi': posto che nella "grande partita di Scala 40" della vita ci siano quattro jolly, il nostro tenente canadese se li era giocati tutti in una singola mano.

A parte qualche costola rotta, contusioni varie, ed entrambi i timpani perforati, l'ufficiale alleato era infatti vivo e vegeto, e quel che conta, tutto d'un pezzo.

Fin qui le buone notizie.

Quelle cattive arrivarono quando il nostro si rese conto di avere compagnia nella buca.

Il genere sbagliato di compagnia: con le uniformi sbagliate, e gli inconfondibili Stahlhelm sbagliati, sotto ai quali lo fissavano minacciosi e sorpresi almeno venti paia di occhi sbagliati.

Il tenente, conscio di non avere piu' jolly nel mazzo, si rassegno' e gioco' l'ultima carta rimastagli, se non altro per andarsene con stile.

Fisso' i tedeschi che lo circondavano, abbozzo' un sorriso e disse a voce molto alta (i timpani come abbiamo visto erano "fuori combattimento"):

«Gentlemen, mi piacerebbe dirvi che e' un vero piacere fare la vostra conoscenza, nonostante le circostanze decisamente inusuali del nostro incontro, ma temo che molti di voi non la pensino allo stesso modo, e non posso dar loro torto. E del resto anch'io non ho molti argomenti per fare conversazione, a parte il tempo, che come possiamo vedere, fa veramente cagare»

Quelli che seguirono furono un paio di minuti di feroce tensione e mani serrate sulle pale da trincea e le baionette, pronte ad essere usate, finche' un sergente crucco scoppio' a ridere fragorosamente e tradusse la frase agli altri membri della squadra, che ben presto lo imitarono.

Dopodiche', il sottufficiale tedesco apostrofo' l'ufficiale in un ottimo inglese e gli offri' una sigaretta.

Quello che segui', fu il solito scambio di fotografie di mogli e fidanzate, cosi' comune fra i soldati di tutte le guerre quando si rendono conto che le differenze di lingua, di quel che la sera si mette in tavola, del dio che si prega, o dei giornali che si leggono, forse non valgono la pena di rimanere a fissare increduli le proprie budella, o quelle del nemico, in attesa dei barellieri.

Il tenente fu preso prigioniero e sopravvisse alla guerra.


Il cielo sopra il Belgio, 1944.

Alla faccia di Indiana Jones...

Il 20 novembre del penultimo anno di guerra, il maggiore Jack Ilfrey del 79simo squadrone da caccia dell'USAAF (United States of America Air Force) era impegnato nel mitragliamento a volo radente di un aereoporto tedesco nei pressi di Maastricht, quando il Mustang del suo compagno d'ala Duane Kelso, fu colpito dalla Flak (contraerea tedesca e acronimo di Fliegerabwehrkanone, ossia artiglieria antiaerea), e fu costretto a un atterraggio di fortuna nei pressi della pista dell'aerodromo nemico.

Nel giro di pochi secondi, Ilfrey decise di soccorrere l'amico e commilitone nell'unica maniera possibile.

Dopo aver effettuato una strettissima virata per riposizionarsi sull'aereoporto, Ilfrey scese in picchiata col suo Mustang, mitragliando le postazione antiaeree dei crucchi, abbasso' i carrelli del velivolo e...atterro' sulla pista in mezzo a una grandine di piombo, traccianti e chi piu' ne ha piu' ne metta, fermandosi a pochi metri di distanza dall'apparecchio ormai inservibile di Kelso.

Una volta arrestatosi, Ilfrey sollevo' la cupola di plexiglass, balzo' sull'ala del suo Mustang , e dopo aver estratto e gettato via il canotto gonfiabile e il paracadute dall'abitacolo, urlo' a Kelso di saltare con lui dentro al posto di pilotaggio.

Il tutto, sotto il fuoco tedesco, obviously.

Kelso non se lo fece ripetere due volte, e una volta sull'ala fu sollevato letteralmente di peso da Ilfrey che lo spinse senza troppi complimenti sul sedile del caccia.

Ora: il P-51 D Mustang era probabilmente il piu' elegante e miglior caccia con motore a pistoni (Merlin-Rolls Royce, un vero gioiellino...) della storia dell'aviazione, ma era purtroppo un velivolo monoposto, e lo spazio all'interno dell'abitacolo era economizzato al millimetro per un singolo occupante, piu' paracadute e canotto gonfiabile di salvataggio.

Ilfrey questo lo sapeva bene, e infatti, una volta che Kelso prese posto all'interno, si rese conto che se due persone potevano con grande fatica accovacciarsi una sopra l'altra sul sedile, e una di esse afferrava la cloche, non c'era assolutamente modo che quattro gambe potessero manovrare i pedali del timone di coda, strumento assolutamente vitale per decollare e togliersi elegantemente dai coglioni alla velocita' della luce.

Cosi', si fece venire un'idea istantanea, e strillo' concitatamente a Kelso di allungare le gambe e manovrare i pedali, mentre lui, accovacciato nella "posizione del loto" in grembo al compagno, avrebbe tenuto la cloche.

Una volta chiusa la cupola e avviato il motore, Ilfrey si ritrovo' letteralmente compresso contro il plexiglass, con uno spazio di pochi centimetri, appena sufficiente per guardare avanti e decollare.

E in quel momento, mentre intorno a loro continuava a volare piombo, i tedeschi si avvicinavano, e il Mustang rullava sulla pista a tutta velocita' verso il cielo e la salvezza, Ilfrey si giro' quei pochi centimetri che l'angusto spazio permetteva verso l'amico, e sogghignando esclamo':

«Kelso, per carita' di Dio, non fartelo venire duro adesso, o mi catapulti attraverso la cupola e siamo morti entrambi...»

Ilfrey e Kelso tornarono alla base sani e salvi e sopravvissero alla guerra.

Tuesday, 22 December 2009

Frattaglie natalizie, "climi d'odio", e danze della pioggia.


Ovvero, due o tre cose in ordine sparso prima di infliggervi la terribile punizione del "Grande Post Storico di Natale", che rimando da almeno due mesi e che purtroppo sta diventando per il sottoscritto quello che" Il grande sonno" fu per Raymond Chandler: un incubo; tanto che il buon Raimondo dovette ricominciare a bere per finirlo.

Scherzi a parte, non bevo quasi piu'- e francamente dopo 30 anni di rocchenroll e transaminasi alle stelle credo di avere gia' dato abbastanza alla causa- ho una voglia matta di scrivere (poveri voi), avro' parecchio tempo libero, e comunque amo Chandler e Filippo Marlov alla follia: insieme a Gogol, Malaparte, Maupassant, Joseph Heller e Nelson Algren, e' uno degli autori che saccheggio costantemente e impudicamente, senza la minima ombra di ritegno o dignita', ma purtroppo con risultati decisamente inferiori rispetto all'originale, o agli originali.

Devo dire che amo molto gli scrittori statunitensi e la letteratura americana. Lo so, e' un paese decadente e privo di cultura, ma del resto queste due caratteristiche si attagliano perfettamente al sottoscritto.

Quanto alla lingua di Dante, la prosa di Malaparte e' un orgasmo cosmogonico: e' come contemplare un teorema matematico e bearsi della meravigliosa perfezione di ogni singola parte.

A questo punto datemi del fascista e io vi gonfio. Cosi': in maniera bruta, gratuita, incivile e ingiustificata, e solo perche' mi piace Malaparte e perche' sono fascista.

Mi garba parecchio anche la Morante. Sicuramente piu' del marito.

"Uno scandalo che dura da diecimila anni", credo sia la miglior definizione della Storia (non il libro omonimo) che abbia mai letto o sentito.

Si', si', e' parecchio populista, e infatti la signora Moravia fu attaccata ferocemente da destra e soprattutto da sinistra: da quest' ultima per la sua "banalizzazione degli eventi e mancanza di impegno e analisi politica".

Ma la Morante, a mio avviso, aveva invece visto giusto su una cosa della quale mi sono reso conto anch'io leggendo ultimamente, e alla luce di fatti recenti che coinvolgono gengive e corpi contundenti, alcuni blog di destra e di sinistra che auspicano l'avvento di uomini forti, la caduta delle democrazie "decadenti", siano esse occidentali o anglosassoni, e l'avvento di nuove idee e civilta' piu' forti e piu' pure.

Aveva capito quello che qualsiasi fante (o civile, a dire il vero), di qualsiasi esercito dal 1914 a oggi, dalle Fiandre a Kursk, passando per Khe Sanh e Falluja, sa benissimo per esperienza: la violenza, le rivoluzioni, e "l'avvento di nuove civilta' " si riducono essenzialmente a un bagno di sangue e merda.

Quando cominciano a volare le granate d'artiglieria, ti rintani nella buca, perdi il controllo dello sfintere anale e ti caghi addosso. In senso letterale.

Se poi sei abbastanza sfigato da beccarti un 105mm nelle gengive, le squadre di qualunque parte venute a seppellirti, raccoglieranno con il cucchiaino una specie di hamburger sporco di merda.

Un'altra caratteristica curiosa della violenza, non necessariamente legata a eventi bellici, e che anche il sottoscritto ha avuto spesso occasione di notare in virtu' di una adolescenza e giovinezza "birichine" (e non per motivi politici), corrisponde esattamente ai racconti di tanti veterani.

Coloro che la invocano, o la incitano con maggior ardore dialettico, sono generalmente quelli che quando iniziano a volare sul serio pallottole o sberle, si armano di un badile e iniziano a scavare alacremente per raggiungere il centro della Terra, oppure si ricordano del funerale imminente e improrogabile di una vecchia zia originaria di Varna (Bulgaria, Mar Nero).

Come soleva dire un mio amico molto "birichino": «Quelli che parlano sono palloni gonfiati. Quelli che non parlano, ti gonfiano come un pallone»

E ora passiamo al "massacro di Natale": cosi', tanto per rimanere in tema.

Alegria do Brasil.

L'altro ieri, Scotland Yard, secondo questo articolo del Times, ha messo in guardia i londinesi sulla possibilita' di un attacco terroristico natalizio nella City, sulla falsariga di quello che mesi fa provoco' una vera strage a Mumbai (o Bombai, fate voi).

La domanda che sorge spontanea e': perche' affidano alla stampa la diffusione di una notizia in grado potenzialmente di creare, se non panico, sicuramente apprensione?

E perche', soprattutto, i londinesi non se la sono filata di striscio?

Ora, non e' mio costume dedicarmi alla dietrologia e intendo attenermi rigorosamente a questa consuetudine, tuttavia mi voglio cimentare in una interpretazione personale dell'allerta lanciato da Scotland Yard, evidentemente in combutta con Pfizer per un rilancio natalizio delle vendite di Xanax.

Circa la reazione dei londinesi, mi punge vaghezza che un eventuale attacco terroristico alle sedi di Goldman Sachs, Morgan Stanley o un qualsiasi hedge fund della City, sarebbe accolto con molta probabilita' da applausi a scena aperta da almeno il 90 per cento dei passanti impegnati nello shopping natalizio, e in secundis che la popolazione della capitale britannica abbia letto fra le righe quello che Scotland Yard sta dicendo loro.

«Gentlemen, che l'attacco terroristico venga portato a termine o meno, sappiate che non possiamo fare una megacippa di niente per prevenirlo. E' umanamente, militarmente e strategicamente impossibile, impedire a un branco di esaltati di procurarsi clandestinamente fucili d'assalto e granate, e ancor piu' difficile abbattere questi esaltati una volta entrati in azione, prima che abbiano mietuto un numero considerevole di vittime. Quindi, se dovesse accadere, non cominciate a puntare il dito contro di noi, a scatenare feroci polemiche sull'inefficienza della polizia, del SAS e delle squadre antiterrorismo, nonche' a chiedere la testa di questo o quel funzionario. Ve lo avevamo detto, e abbiamo la coscienza a posto».

E a dirla tutta, la cosa non tange ne' Rachel, ne' il sottoscritto, dal momento che entrambi odiamo recarci in quella babilonia rumorosa e sovraffollata che e' il centro di Londra, e in particolare Oxford Street.

Least but not last, un simpatico "nanetto" (come direbbe Frassica) storico-bellico, dedicato al maltempo e in perfetta, o quasi, sintonia con l'ondata di neve e gelo che sta paralizzando l'Europa.

Consideratelo come un antipasto del prossimo post. Anzi, un "antipost"; HAHAHAHAHA, che simpaticone.

L'autunno e l'inverno del 1944 furono i piu' freddi e piovosi mai registrati in Europa da almeno un secolo, e in quel pantano che era la Lorena, al confine meridionale tra Francia e Germania, si trascinava a fatica e nel fango fino al collo, la Terza Armata statunitense del generale George Patton.

Non c'e' bisogno di ricordare, credo, quanto Giorgino fosse una vera "sagoma" con evidenti tracce di psicopatia, che ne faceva, come tanti suoi colleghi dell'epoca tipo Georgi Zhukov, Walter Model, Bernard Montgomery, Kurt Student e Tomoyuki Yamashita, degli esseri umani orribili, ma dei guerrieri formidabili.

Nella fattispecie, a Patton fumavano i santissimi perche' non riusciva a far cessare quella pioggia ininterrotta che immobilizzava i suoi Sherman.

Non che agli equipaggi degli Sherman la cosa dispiacesse, considerate la letalita' dei cannoni anticarro da 88mm tedeschi posizionati sulle colline circostanti, e la inquietante tendenza degli Sherman a trasformarsi in spettacoli pirotecnici semoventi quando venivano colpiti, a causa del pessimo sistema di stivaggio delle munizioni, e della malaugurata scelta di utilizzare benzina al posto della nafta per alimentare il motore.

Ma Giorgino, su questa cosa della pioggia ci stava proprio facendo una malattia: perdeva il sonno, era inappetente, gli era venuta la colite, e metteva il muso a tutti.

Ora: Patton, come tutti quelli che fanno il suo mestiere, e che quindi si trovano a disporre delle vite di migliaia di esseri umani, avvertiva una particolare affinita' elettiva con un'altra figura che tradizionalmente fa un lavoro piuttosto simile al suo: l'Onnipotente.

Il generale statunitense, come tanti prima di lui, pensava infatti di avere "un'entratura" con Domineiddio, ma come tanti suoi predecessori, voleva fare le cose perbene, in maniera ufficiale, e soprattutto seguendo le corrette procedure che attengono alla catena di comando.

Dio, era infatti per lui, lo SCOSOE (Supreme Chief of Staff of Everything), diretto superiore del presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, da cui dipendeva il suo diretto superiore e comandante dello SHAEF (Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force), Dwight D Eisenhower: per gli amici, Ike.

Cosi', un freddo, umido, e manco a dirlo, piovoso pomeriggio di fine ottobre 1944, George Patton convoco' nei locali del suo quartier generale il cappellano della Terza Armata, colonnello James O'Neill, e cosi' lo apostrofo':

Avvertenza: come direbbe l'Arpioni, non mi sto inventando un cazzo.

«Uhmm...padre, abbiamo qualche buona preghiera per il tempo?»

O'Neill lo squadro' in tralice come a dire: «no, no, vai avanti, adesso vai avanti...»

Patton prosegui': «No perche' bisogna fare qualcosa per questa pioggia se vogliamo vincere la guerra. Dobbiamo chiedere a Dio di farla smettere. E questo e' compito suo padre: parli con Dio e mi trovi una preghiera che faccia cessare il maltempo»

Padre O'Neill ebbe in quel momento la conferma di quello che tutti, da Roosevelt all'ultimo dei GI, pensavano di Patton: ossia che era un ottimo soldato a cui mancavano pero' parecchie rotelle.

In ogni caso, il cappellano, dopo averci rimuginato un po', esordi' con questa prece alla successiva messa da campo per i carristi della Terza Armata: «O Padre misericordioso e onnipotente, siamo qui per supplicarti oggi, affinche' nella tua immensa bonta', tu possa far smettere queste piogge torrenziali che ci impediscono di combattere. Ti prego, donaci il bel tempo in battaglia»

Due giorni dopo, la pioggia cesso'.

E inizio' a nevicare in maniera fittissima.

E non m'invento un cazzo.

Come diceva Freak Antoni: «Dio c'e', ma ci odia»

Tuesday, 15 December 2009

Progressisti dei miei coglioni 3 (piu' 2 importanti update in fondo al post)


Sei nazisionista! (mani davanti, incrociate, tipo repulsione d'un appestato)
- Macheccazzodici? - E quella lettera? Cosa significa? Significa MORTE, vero? - Mavaccagher.

Nadjia Jacur, commento dal post intitolato: Progressisti dei miei coglioni 2.


Alor: prima che cominciassero a volare souvenir sulle gengive di primi ministri, avevo pubblicato due post sul boicottaggio deciso dal governo laburista inglese sui prodotti provenienti dagli insediamenti dei coloni israeliani nella West Bank palestinese.

In breve, il sottoscritto sosteneva che si trattava di un espediente ipocrita per nascondere un boicottaggio ufficiale di Israele, e non dei coloni (anche giustificato), da parte di un governo di sinistra in mano ai cuministi e ai post-sessantottini politically correct.

Molti fra i gentili ospiti che hanno dato vita a una interessante discussione di diritto internazionale, hanno controbattuto sostenendo che al contrario, quella del Foreign Office, e' una decisione corretta che non penalizza gli israeliani, ma che assicura ai consumatori liberta' di scelta, nel caso desiderassero boicottare prodotti provenienti da una fonte di cui non condividono le scelte politiche e morali.

Ora: tutto cio' e' piu' che legittimo, anche se a titolo puramente personale, i "boicottaggi" mi fanno sorridere.
Mi ricordano infatti le serate di beneficienza per il Terzo Mondo delle signore ricche e annoiate della buona societa' (di destra e sinistra, per carita') che a livello di efficacia sono pari a zero, ma che in termini di "detersivo per la coscienza" sono fenomenali.

Lo so, probabilmente sono un cinico, ma credo che nel caso del Sudafrica, boicottare i pompelmi per fermare l'Apartheid sia servito a poco.

Uno dei maggiori esportatori mondiali di oro, diamanti, uranio, e tutta una cornucopia di materie prime, con il boicottaggio dei pompelmi, scusate il francese, ci si faceva il bidet.

Quell'abominio che rispondeva al nome di segregazione razziale, e' stato sconfitto soprattutto grazie alla lotta (anche armata) dei neri, e alle inesorabile e costanti pressioni diplomatiche della comunita' internazionale.

Lo stesso vale per la Spagna di Franco. Negli anni 70, i cuministi e i comunisti, avevano deciso di boicottare tutto cio' che aveva una etichetta iberica. Dalle muletas, alla paella.

Risultato pratico? Lascio la parola all'introduzione di "What's Left?" di Nick Cohen, splendido volume sui deliri cuministi della sinistra, che all'epoca aveva due genitori comunistissimi e inferociti, che setacciavano i supermarket alla ricerca di agrumi spagnoli da boicottare:

«...io e le mie sorelle non lo sapevamo, ma quando Franco si ammalo' nel 1975, eravamo in corsa contro la morte. O moriva lui di Parkinson, o saremmo morti noi di scorbuto...»

Un giorno di questi lo tradurro' integralmente per puro diletto e per tenermi in allenamento.

In ogni caso, nel corso della discussione mi e' stato fatto notare che ne stavo facendo una questione da "sesso degli angeli" (con argomenti validi e giustificati), sottintendendo inoltre che quella dei "cuministi", per il sottoscritto, stava diventando una vera e propria ossessione.

Immagino che qualcuno, e legittimamente, abbia mormorato fra se' e se': «Povero Yoss: l'abbiamo perso. Sta diventando il Giulietto Chiesa degli antisbroc. Vede Naomi Klein, Chomsky e centri sociali dappertutto...»

E francamente devo ammettere che questo dubbio mi ha sfiorato. Ho un ego saldo, ma non ipetrofico, e solitamente non ho timore ad ammettere pubblicamente di aver fatto, o detto, una cazzata.

Poi, oggi in ufficio, l'occhietto vispo, grasso, qualunquista e demagogo, mi e' capitombolato su questi articoli del Times e della BBC.

Un tribunale britannico, su pressioni di attivisti filopalestinesi, ha emesso un mandato di arresto per crimini di guerra, contro l'ex Vice Primo Ministro, ex ministro degli esteri e attualmente capo dell'opposizione del partito d'opposizione israeliano Kadima, Tzipi Livni, che avrebbe dovuto passare in visita in Inghilterra.

Il mandato, che si riferiva a presunti crimini di guerra commessi da Israele durante l'Operazione "Piombo Fuso" a Gaza nel 2007, e' stato poi annullato quando e' emerso che la Livni non era nel Regno Unito.

Ovviamente e' successo il finimondo: il Primo Ministro israeliano Netanyahu, leggermente sull'imbestialito, ha convocato l'ambasciatore britannico a Gerusalemme per chiedere spiegazioni, e ha ammonito il Foreign Office che mosse simili potrebbero portare a danni permanenti nelle relazioni fra i due paesi.

Da Whitehall (sede del ministro degli esteri UK), e' arrivata una dichiarazione per spiegare che sul fatto si sta indagando, e si e' rassicurato Israele sulla tenuta delle relazioni fra Gran Bretagna e stato ebraico.

Ora: la questione sollevata da questo post, non riguarda l'Operazione Piombo Fuso, lo metto subito in chiaro.

Sulla controversa operazione militare israeliana contro le roccaforti di Hamas a Gaza, scattata a seguito dei lanci di missili Katyusha contro Israele, e che inevitabilmente ha coinvolto i civili palestinesi di una zona urbana densamente abitata, il Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU ha accusato sia Hamas, sia Israele, di crimini di guerra, e ha ordinato a entrambi di investigare e produrre un rapporto da presentare all'esame delle Nazioni Unite.

Hamas e Israele hanno cominciato a palleggiarsi le responsabilita', mettendo in dubbio da ambo le parti le conclusioni e la credibilita' dell'ONU (ora svengo ed entro in coma: mi tocca dar ragione perfino ad Hamas...), e il risultato si e' concretizzato in un bel pernacchione comune alle Nazioni Unite.

Questi i fatti, e per cortesia, vi ricordo che non ho voglia di parlare della questione palestinese, o di Gaza, grazie.

Ogni tentativo deliberato e irragionevole di scatenare risse mediorientali con la bava alla bocca, verra' ignorato o cassato.

La questione del post, riguarda invece l'impostazione di tutta l'agenda politica, e non solo estera, del New Labour, contraddistinta da un'impronta fortemente ideologica, se con ideologia intendiamo quella massa confusa di impalcature morali, filosofiche ed etiche che poggiano su interpretazioni dilettantistiche e superficiali di teorie post-moderniste, che hanno partorito orrori come il politicamente corretto, un relativismo morale oltre i limiti della schizofrenia, e soprattutto una sinistra ( battutona!) propensione per il controllo e l'ingegneria sociale.

Si potra' ridimensionare la magnitudo della decisione di quella corte britannica: dopotutto i tribunali inglesi, come quelli di ogni paese civile, non prendono ordini dall'esecutivo, e gli errori capitano, ma se avete letto la notizia come la riporta la BBC, il governo si e' detto ampiamente preoccupato dello svarione giudiziario e sta spingendo per una riforma urgente del principio della "giurisdizione universale", ossia la facolta' di pronunciarsi su crimini commessi all'estero da cittadini stranieri contro altri stranieri, quando tali crimini sono tanto gravi da offendere valori comuni a tutta la comunità internazionale.

Gia', ma chi decide sulla gravita' dei crimini? E la decisione unilaterale del tribunale di uno stato, quanto e' legittima ed equanime, e non invece il frutto di pressioni lobbistiche interne o di convenienza politica?

Il problema, a mio parere, e' che a questo punto anche una corte irachena potrebbe emettere un mandato di cattura nei confronti di Tony Blair per i rari, ma accertati, crimini di guerra commessi da alcuni soldati britannici in Iraq, o Afghanistan, oppure, pretendere che i militari del Regno Unito vengano processati da un tribunale iracheno.

A questo proposito vi faccio osservare che la decisione del governo laburista di invadere l'Iraq nel 2003 a fianco di un pirla, e' dal 30 luglio 2009, al centro delle indagini della "Chilcot Inquiry" (dal nome del presidente Sir John Chilcot), una commissione d'inchiesta voluta da Gordon Brown per motivi meramente elettorali ( "guardate come siamo bravi e democratici, o elettori che pensate di trombare il partito laburista solo perche' vi ha ridotti sul lastrico") che si sta rivelando un gigantesco boomerang per lo scozzese sociopatico (grazie Daily Mash) che guida il Regno Unito.

Gia', perche' quello che sapevano tutti, ossia che "la crande arma secreta di fine di monto" di Saddam, era in realta' un pugno di rugginosi carri T-54 di terza mano, ha assunto i crismi dell'ufficialita', e ha aggiunto una nuova entrata alla collezione di figurine di merda del New Labour cuminista e politically correct, che si permette di impartire lezioni di moralita' ad altri paesi.

E la clamorosa inversione a U con annesso imbarazzo diplomatico del Foreign Office sulla vicenda di Tzipi Livni, non e' che l'ultima di una serie di stupefacenti figure da peracottari che il New Labour ha inanellato con consumata perizia post-sessantottina.

Della riforma politically correct della scuola elementare vi ho gia' parlato, mi pare.

Non mi sembra di avervi detto invece che nella finanziaria del 2010, la ministra della Pari Opportunita' Harriet Harman, ha proposto di istituire un sistema di corsie preferenziali nell'assegnazione degli appalti pubblici, alle aziende con una maggior "diversita' " etnica nella forza lavoro.

Quando le e' stato chiesto perche', ha risposto che secondo lei le aziende etnicamente "diverse" spesso funzionano meglio.

Su che dati statistici o indagini di mercato, non ci e' dato di sapere. Sono "diverse" e funzionano meglio. Cosi', perche' lo ha deciso lei.

Ecco la dichiarazione dall'Evening Standard: «Ms Harman, the equalities minister, argues that the measure could improve firms, because those with a more diverse workforce often perform better»

Al che, molti rappresentanti delle associazioni commerciali britanniche si sono messi le mani nei capelli e hanno protestato.

La Harman e' la stessa che qualche mese fa ha dichiarato che se Lehman Brothers si fosse chiamata Lehman Sisters, non avremmo avuto la credit crunch, perche' le donne sono immacolate e oneste per patrimonio genetico.

E che dire del famigerato "vetting scheme", che ha provocato una aperta rivolta nelle scuole?

Nato come una iniziativa giusta, lodevole e assolutamente condivisibile antipedofila, per istituire controlli strettissimi su tutte le persone che lavorano o entrano in contatto con i bambini, dai bidelli agli educatori, lo schema, nelle mani della sinistra cuminista, si e' trasformato in un incubo orwelliano di paranoico controllo sociale.

Secondo le direttive del ministero dell'Istruzione, ben 9 milioni fra genitori e persone che lavorano con i bambini avrebbero dovuto presentare fedine penali (da 60 sterline obviously) e sottoporsi a controlli della polizia, anche semplicemente, nel caso dei genitori, per accompagnare a scuola insieme ai loro, i figli del vicino di casa.

Nonni che scattavano fotografie su campi di calcio si sono visti imporre permessi e richiedere fedine penali, e al notissimo autore di libri per bambini Michael Morpurgo, si voleva imporre un controllo dei precedenti penali piu' il pedaggio di 60 sterline per il costo del documento, per tenere le sue abituali "letture" agli alunni delle scuole inglesi.

Genitori, psicologi e associazioni di genitori e psicologi sono esplosi e insorti, e il ministro Ed Balls ha dovuto fare una clamorosa marcia indietro e rivedere lo schema.

A tutto cio', come una bella ciliegina sulla torta, aggiungiamo anche il rilascio "per motivi di salute" di un terrorista libico coinvolto nella strage di Lockerbie che scontava l'ergastolo in Scozia, un paio di mesi fa.

Un rilascio, che in realta' fu uno scambio con Gheddafi a base di armi e petrolio, se vi ricordate il mio post dell'epoca, che fece infuriare gli americani, e del quale Gordon Brown incolpo' ipocritamente il governo scozzese, finche' non fu sputtanato clamorosamente anche dal Guardian, oltre a rimediare una figura meschina con Gheddafi, che, in barba agli accordi segreti, sbandiero' la faccenda come una vittoria contro l'ingiustizia dell' imperialismo britannico.

E oggi, quello stesso governo cuminista, cavilla sulle etichette, per boicottare i prodotti "moralmente impuri" importati da altri paesi.

Insomma gentlemen, dalla dipartita di Tony Blair, il cuminismo latente nel governo laburista e' eruttato in maniera epidemica, e si e' avvitato in una spirale fuori controllo, aggravato dalla quasi certa catastrofica sconfitta elettorale che incombe sulle ormai imminenti elezioni politiche del maggio 2010.

In tal senso, in questo contesto, e in questo clima ideologico e politico, va letto e inserito a mio avviso, l'ipocrita provvedimento sul boicottaggio dei prodotti dei coloni israeliani, che credo si possa configurare come una mossa disperata dell'esecutivo laburista per accaparrarsi i voti dei musulmani britannici e della tradizionale "fetta" di sinistra, non necessariamente sbroc, come ha erroneamente affermato un mio ospite, che per motivi spesso anche legittimi, in buona fede, e non dettati dall'antisemitismo, approva la misura adottata dal Foreign Office.

Come avevo sottolineato due post fa, trattasi infatti di "realta' " e "realpolitik", due fatti concreti sui quali s'infrangono, o si arenano spesso, i meravigliosi costrutti teorici del diritto e del diritto internazionale, anche quando vengono concepiti in buonissima fede.

Buona fede, che nel caso del governo di Flash Gordon Brown e' semplicemente assente.


UPDATE

Scusate ma l'ineffabile Palmiro ha pubblicato un argomentatissimo e documentatissimo post in favore della caccia.

So che si tratta di un argomento controverso, ma la lucidita' analitica e la vis dialettica del post sono impressionanti.

Sono d'accordo con lui e v'invito a seguire questo hyperlink.


UPDATE II

Senza dimenticare la triste cronaca e i drammi interiori della solitudine, brillantemente affrontati dall'hyperlink che vi portera' da Basta con La Droga...


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